Terra

di Giorgio Adamo

Odore presente che inebria il tuo petto,

colore di un denso che segna le mani,

accoglie tormente, respira la luce,

ingoia pure il fuoco e resiste alla sete.

Continui a svuotarla e ti spegne la fame,

la prendi a cazzotti e ti lancia carezze,

ma se spingi oltre, si consuma il rispetto

e comincia a tremare,

ti scuote, ti affoga,

ti brucia e ti stende,

ti mette al tappeto per farsi sentire;

e non è mai abbastanza l’istante iracondo,

dura poco al cospetto di un odio che ha il callo …

Eppure ti accoglie, offre il suo manto,

non nega l’affondo della mano che spera,

si rende feconda spalancando quel ventre,

bramando il germoglio che non sfiorisca in coltelli

ma resti oltre il tempo

ragione di vita.